E’ un bell’effetto recarsi in mini-paesi e trovarsi di fronte a biblioteche lussureggianti e imponenti. Per i miei incontri di Fieri di leggere sono stata a Medicina, Monterenzio e Osteria Grande. Lì mi attendevano bibliotecarie cordiali, sale accoglienti e file di libri felici, protetti da copertine di plastica trasparente e ben disposti sugli scaffali.
Ho presentato ai bambini della scuola materna il mio libro Dalla A allo Zoo e insieme abbiamo giocato con l’alfabeto. Ogni lettera è prima di tutto un segno grafico, e la sua forma può evocare un’immagine: la A assomiglia al becco di un uccello, la D alla sella di un cavallo… Con la lettera E ci si può addirittura pettinare i capelli! Poi è stata la volta dei bambini. Ognuno ha ricevuto una lettera bianca in cartoncino, che poteva capovolgere, ruotare e osservare da un diverso punto di vista. Il compito era quello di realizzare un disegno in cui si inserisse la lettera assegnata. Un bimbo di cinque anni riceve la lettera Q e, senza che gli sia dato alcun suggerimento, dichiara entusiasta: “Con questa posso fare il comodino rotondo col calzino che esce!”. Insomma, i bambini hanno afferrato al volo il concetto e si sono letteralmente sbizzarriti… La F è diventata un casco per la permanente; la K un esemplare di cigno volante; un bambino è persino riuscito, partendo da una P, a costruire un GIPPONE (ovvero una grossa Jeep). Solo le lettere T e S danno origine a risultati spesso simili: la prima viene immancabilmente trasformata in un pratico tavolino, mentre la seconda, cascasse il mondo, diventa un serpente strisciante con la lingua di fuori.
Spero che i piccoli si siano divertiti. Io mi sono divertita molto. La fantasia galoppante dei bambini mi lascia sempre con una grande O maiuscola dipinta sul viso (ovvero a bocca aperta).
Silvia Borando