Dei versi sopra un tavolo, in un caffè di Bologna. Titolo: Arborescencia. Sotto, il mio nome. Idioma: spagnolo. Tra esclamazioni e scoperte, i miei amici Joan Ballber, Giulia Zucchini e David Tolin, traducono il poema in un bel italiano. …. e risate. Festeggiamo la traduzione e anche la nostra amicizia che ebbe inizio nel 2008 quando la Cooperativa Giannino Stoppani inaugurò la mostra “Figure poetiche” nella biblioteca Edmondo de Amicis ad Anzola dell’Emilia. La mostra includeva l’albo “Sera d’inverno” che ho creato assieme a Mandana Sadat.
Sabato 24 marzo, nei colli di Villa Ghigi, in occasione della mostra “Raccontare gli alberi”, Giulia e io abbiamo coordinato una passeggiata poetica a tappe con bambini ed adulti.
Iniziamo a camminare e nella prima prima fermata allargo le mie braccia e prendo tra le mie dita con delicatezza un ciliegio fiorito che si trova nei colli di fronte. Subito, Giulia invita i presenti a fare la stessa cosa. Dico: “Prendo l’albero nelle mie dita come se fosse…”. I partecipanti finiscono la frase con parole fresche e creative che Giulia raccoglie in un foglio.
Camminiamo un altro po’ nella mattina soleggiata e invitiamo tutti a stendere la palma della mano in modo che un albero ci si possa “accomodare” sopra.
“Metto l’albero sul palmo della mano e lo porta a …”.
Nel momento successivo i genitori che ci seguono da una certa distanza, ci vedono improvvisare un girotondo intorno ad un albero dalle grandi dimensioni cantando una melodia: “Cosa dice l’albero?”, chiedo “Cosa racconta?”, aggiunge Giulia.
In un’altra pausa ci sdraiamo sotto alcuni ciliegi e guardiamo il cielo tra i rami pieni di fiori: “Se guardiamo da sotto, i rami e i fiori sembrano…”.
Si sentono delle risate. Abbiamo formato una lunga coda e abbiamo aperto le gambe per guardare il mondo da un’altra prospettiva: “Se guardiamo a testa in giù, scopriamo che l’albero viene da…”.
Un po’ di metri più in là siamo riuniti intorno a un piccolo ciliegio in fiore: “Se soffiamo i fiori e i petali vanno a…”, dico. “E se soffiamo più forte…?”, domanda Giulia.
Il percorso finisce quando tutti insieme abbracciamo un immenso cedro centenario che nella sua corteccia porta una ferita bianca provocata da un fulmine. Chiedo: “Se lo abbraccio forte l’albero si trasforma in…”.
Come “corollario”, sotto l’enorme chioma del cedro, i cui rami arrivano fino a terra formando un recinto verde e coperto, Giulia legge il poema collettivo fatto dei bambini.
Prendo l’albero nelle mie dita come se fosse un seme, una biglia, un cioccolatino, un chicco di riso, una perla, una formica, una farfalla, una piuma, un fiore, un pennello, uno gnomo.
Lo metto sul palmo della mano e lo porto in una serra, al posto di un’antenna, sul tetto, sulla spalla, sulla testa, nel cespuglio, su una nuvola, sulla forchetta, sulla torre, nella fattoria, su un filo d’erba, sulla casa, sulla nave, sui baffi, sul naso.
Se giriamo intorno all’albero cosa dice? visitami, ascoltami, guardami, mi sento benvenuto
Cosa racconta? di un fiume di foglie che salgono al cielo, delle crepe che stanno dormendo
Se guardiamo da sotto, i rami e i fiori sembrano: merletti, insetti, cristalli di ghiaccio, fiocchi di neve, fili di perle, gioielli, farfalline, costellazioni, coralli, piccole nuvole, alberi in miniatura, ombrelloni
Se guardiamo a testa in giù, scopriamo che l’albero viene dal cielo verde e dalla terra blu, dall’acqua verde, dalla natura.
da quale indirizzo?
via dei cieli blu n°96
via della natura
Se soffiamo i fiori e i petali vanno per terra, vanno via…
E se soffiamo più forte vanno al mare, al polo, con le fidanzate, nel cielo bianco e più lontano diventano una nuvola di coriandoli.
Se lo abbraccio forte l’albero si trasforma in una selva di formiche silenziose, nel nonno più caro del bosco di Villa Ghigi…
Per salutarci leggo il poema inedito Arborescencia, una parte del quale dice:
Un albero
che non ha bisogno di inventare gli uccelli
per amarli
lui sa dove finisce il nido
e dove comincia il volo.
Giulia ha letto la traduzione italiano con una espressività e un sentimento che ha fatto commuovere tutti.
L’incantevole parco di Villa Ghigi, ha fatto da cornice a questa indimenticabile esperienza durante la quale bambini, genitori, organizzatori, invitati e noi tutti abbiamo dato il benvenuto con la poesia alla primavera.
Jorge Luján