Mi piace condividere le mie passioni; perdermi nei romanzi di Dickens è una di queste. Così quando mi è stato proposto di condurre visite guidate, rivolte alle scuole, presso la mostra a lui dedicata ho accettato con gioia. E così eccomi lì, a gironzolare da una sala all’altra in attesa della classe quarta delle scuole Carducci. È bello incontrare bambini di quella età perché non è affatto facile prevedere come andranno le cose: che domande ti faranno, cosa li interesserà; e se invece si annoiassero? Cercherò di seguire i suggerimenti dello stesso Dickens: come scrive Marie-Aude Murail nella bella biografia a lui dedicata, egli quando pensava al suo pubblico immaginava di rivolgersi a “qualcuno di gentile e intelligente, ma che ha un po’ paura di annoiarsi”*. Ed eccoli i “miei” bambini gentili e intelligenti: sono arrivati! Li saluto, mi presento e li faccio accomodare seduti per terra, attorno a me, nella zona della mostra occupata da grandi pannelli che rappresentano la Londra fumosa di Scrooge, Oliver e tanti altri personaggi dickensiani. In questa atmosfera vittoriana, facciamo conoscenza. Scopro, saggiando un po’ il terreno, che ho di fronte a me una classe di bambini lettori. Leggo loro un breve brano della biografia di Dickens in cui si racconta dei romanzi preferiti del piccolo Charles e del suo modo di leggerli, perdendosi in essi, vivendo avventure che lo distraevano dalla difficile realtà familiare nella quale viveva. Miriam interviene per raccontarmi che anche lei quando è “stressata” (parola sua!) ama leggere, così poi riesce ad affrontare meglio le sue preoccupazioni. Sulla sua scia, anche Lucrezia, Guido, Andrej spiegano le emozioni che provano leggendo. “Ma allora anche se Dickens è vissuto 200 anni fa anche lui provava le nostre stesse emozioni quando leggeva o giocava!”, esclama qualcuno con stupore. Eh sì, proprio così, anche Dickens è stato un bambino: mentre racconto di Dickens bambino ho gli occhi di tutti addosso. Non sembrano annoiati!
È arrivato il momento di visitare le altre sale della mostra. Chiedo a Miriam di leggere a voce alta la didascalia che introduce alla sala dedicata a Chris Riddell: so che incontreranno alcune parole forse sconosciute. E infatti: “Cosa vuol dire disegnatore satirico”? Spiego cos’è la satira, cos’è una caricatura. Da quel momento, uno degli obiettivi dei bambini diventa quello di individuare, tra le illustrazioni in mostra, quelle che hanno tratti caricaturali. Ripetono la parola, la associano alle immagini. Nella sala dedicata a Un canto di Natale hanno di che sbizzarrirsi; qui ci sono illustrazioni di tutti i tipi: caricaturali, realistiche, fantastiche. Ci divertiamo a distinguere i diversi stili degli artisti, a nominare le emozioni che ci trasmettono; ragioniamo su come uno stesso racconto possa parlare in modi molto diversi a diversi lettori; ognuno ci mette del suo, resta colpito da alcune cose più che da altre. Ecco perché diversi artisti rappresentano in modo così differente lo stesso racconto. È il privilegio di ogni lettore, in fondo. I bambini sono d’accordo. Quando ci rechiamo nell’ultima sala, i bambini trovano tanti libri da sfogliare: riconoscono in alcuni di essi le stesse illustrazioni che hanno visto nella sala adiacente. È divertente riconoscerle e cercare quelle dell’illustratore che li ha maggiormente colpiti! A gruppetti, alcuni anche sdraiati per terra a pancia in giù reggendosi sui gomiti (la tipica posizione del lettore appassionato, giusto?), sfogliano i libri, chiedono di cosa parlano. Parlo con la maestra Elena: non è facile trovare un’intera classe così partecipe e interessata. Capisco che la prima a essere una lettrice appassionata è proprio lei, maestra in pensione che continua a seguire i suoi bambini: si vede quanto ha saputo trasmettere il suo entusiasmo! Saluto la classe e le maestre; il tempo è volato. Dickens ambiva prima di tutto a emozionare e appassionare i suoi lettori; be’, sorrido pensando che se avesse potuto assistere a tutto l’entusiasmo espresso nei suoi confronti stamattina, ne sarebbe stato soddisfatto!
Ilaria Micheletti


