Coming soon…

Q come comodino

E’ un bell’effetto recarsi in mini-paesi e trovarsi di fronte a biblioteche lussureggianti e imponenti. Per i miei incontri di Fieri di leggere sono stata a Medicina, Monterenzio e Osteria Grande. Lì mi attendevano bibliotecarie cordiali, sale accoglienti e file di libri felici, protetti da copertine di plastica trasparente e ben disposti sugli scaffali.
Ho presentato ai bambini della scuola materna il mio libro Dalla A allo Zoo e insieme abbiamo giocato con l’alfabeto. Ogni lettera è prima di tutto un segno grafico, e la sua forma può evocare un’immagine: la A assomiglia al becco di un uccello, la D alla sella di un cavallo… Con la lettera E ci si può addirittura pettinare i capelli! Poi è stata la volta dei bambini. Ognuno ha ricevuto una lettera bianca in cartoncino, che poteva capovolgere, ruotare e osservare da un diverso punto di vista. Il compito era quello di realizzare un disegno in cui si inserisse la lettera assegnata. Un bimbo di cinque anni riceve la lettera Q e, senza che gli sia dato alcun suggerimento, dichiara entusiasta: “Con questa posso fare il comodino rotondo col calzino che esce!”. Insomma, i bambini hanno afferrato al volo il concetto e si sono letteralmente sbizzarriti… La F è diventata un casco per la permanente; la K un esemplare di cigno volante; un bambino è persino riuscito, partendo da una P, a costruire un GIPPONE (ovvero una grossa Jeep). Solo le lettere T e S danno origine a risultati spesso simili: la prima viene immancabilmente trasformata in un pratico tavolino, mentre la seconda, cascasse il mondo, diventa un serpente strisciante con la lingua di fuori.
Spero che i piccoli si siano divertiti. Io mi sono divertita molto. La fantasia galoppante dei bambini mi lascia sempre con una grande O maiuscola dipinta sul viso (ovvero a bocca aperta).
Silvia Borando

Fomentatori di poesia

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Anche per quest’anno Fieri di Leggere è terminato, non senza lasciarsi alle spalle, come sempre, una fitta maglia di incontri, correlazioni e intrecci. Sesto imolese, Castel del Rio, Calderino, Vergato, tanto per citarne alcune, sono solo le ultime tappe di un lungo viaggio che da qualche anno mi conduce per biblioteche e scuole della nostra provincia, alla scoperta di giardini segreti ancora poco esplorati. Sì, perché quello della poesia è davvero un giardino ricco di sorprese, in cui perdersi diventa soprattutto un piacere; un giardino che può regalare sensibili soddisfazioni, ma che richiede anche una frequentazione quasi quotidiana. Ecco che allora ci vengono in aiuto autori come Chiara Carminati, Bruno Tognolini, Roberto Piumini, Giusi Quarenghi, Janna Carioli e tanti altri, che alla poesia, soprattutto quella per bambini, si dedicano ormai da tempo, regalandoci parole divertenti, sorprendenti, salvifiche e talvolta anche dolorose. Nel numero 281 (maggio 2011) di Andersen scrive Chiara Carminati sottolineando la necessità di una pluralità di voci affinché ogni bambino abbia la possibilità di esplorare, senza recinti, senza preconcetti, senza separazioni, il testo poetico, lasciandosi conquistare da quello che più lo assomiglia, che gli parla direttamente; così abbiamo letto, letto, letto, con il corpo, ad alta voce, ridendo, perché ogni partecipante potesse infine scegliere la sua poesia! Ancora Chiara Carminati, nel libro Perlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia (strumento formidabile per insegnanti, e non, per scatenare e coltivare l’amore per la parola) suggerisce un termine nuovo per chi la poesia la legge, la ama, la promuove, la regala.. li chiama “fomentatori di poesia”: “nel suono della parola fomento si sente una fiamma improvvisa, un calore di fiato, un segnale di fumo fatto per essere visto da lontano. Fomento ha in sé la fame, il nutrimento del fuoco”. Ecco allora non più promozione alla lettura ma fomento alla lettura e, in questo caso, alla poesia!
Sono stata felice di ritrovare amici, insegnanti, bibliotecari che non vedevo da tempo, che ancora ricordavano il nostro incontro di qualche anno fa e conservavano ciò che in quell’occasione era stato prodotto. Una piccola gratificazione, un incentivo a fare ancora tanto…perché di fomento ce n’è sempre bisogno!
In ultimo, quest’anno, mi è capitato di partecipare a Fieri di Leggere in una veste per me ancora del tutto nuova, quella di autrice. É stata una grande emozione e mi preme ringraziare con affetto Cristina, la bibliotecaria, l’insegnante e la classe quinta di Sasso Morelli, che mi hanno accolta qualche giorno fa, con grande entusiasmo, preparando tante domande incalzanti, che mi hanno permesso di ritornare al testo con un occhio maggiormente critico. Grazie davvero.
Arrivederci, come spero, alla prossima edizione Fieri di Leggere 2012!

Lodovica Cima a Monghidoro

Gabriele Clima ©

Mercoledì 25 maggio mi sono arrampicata tra le colline e le montagne fuori Bologna con Silvana Sola per arrivare nel piccolo paradiso di Monghidoro, il sole e l’aria frizzante mettevano di buon umore. Lì ci hanno accolte la signora bibliotecaria del paese, appassionata di libri e autori e attenta a tutto ciò che succede nel suo territorio e 31 bambini chiacchieroni.
Ci siamo seduti tutti insieme in una sala spaziosa e ho cominciato a raccontare, come faccio sempre, che il mio lavoro si divide in due: una parte è movimentata perché vado a caccia di storie, le catturo, le guardo bene e poi le vesto come piace a me nella seconda parte del mio lavoro, che è quella in cui sto ferma e scrivo. Ho portato ai bambini una valigia di storie, perchè sono una viaggiatrice e vado spesso a trovare i miei lettori, ma ho anche portato la prova che le storie viaggiano nel mondo anche senza di me, una volta diventate libro, infatti ho mostrato loro come una storia a me cara Piero Postino e Marcello Metronotte che è stata pubblicata in arabo e turco ora viene letta dai bambini di quei paesi e presto anche dagli olandesi e dai francesi. Ma la parte più bella dell’incontro è stato leggere un piccolo pezzo del mio nuovo libro: 7+7+7, storie lunghe una settimana (Rizzoli) ai bambini. Erano attentissimi e hanno riso di gusto. Sarà per loro una lettura estiva che hanno appena assaggiato da me.
L.

Sonia Carbonchi ©


Sonia Carbonchi ©

Leggere in ospedale


Durante di Fieri di leggere, come di consueto, scrittori, illustratori, narratori, attori e laboratoristi hanno incontrato i bambini di Bologna e provincia nelle biblioteche, nei musei, nelle scuole, nei teatri. Da quest’anno la manifestazione valica i confini degli ospedali.
Insieme ad un gruppo di volontari dell’Associazione Bibli-os abbiamo realizzato due incontri presso l’Ospedale Sant’Orsola, inseriti dalla cooperativa Giannino Stoppani nella programmazione di Fieri di Leggere 2011.
Questa lodevole associazione, capitanata dall’ex-libraia Ilaria Gandolfi, ha il merito di aver aperto il 14 dicembre scorso una biblioteca attiva all’interno della Clinica Gozzadini, presso il Reparto Pediatria d’Urgenza. Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo di volontari che a turno si rende disponibile a gestire il servizio di biblioteca; girando in corsia ed entrando nelle camerette con lo “scaffale volante” incontriamo bambini e genitori, cerchiamo di creare un piccolo spazio di evasione per la loro fantasia, leggiamo e distribuiamo libri (effettuiamo moltissimi prestiti, c’è chi legge 4 romanzi a settimana o chi sfoglia e ascolta 10 albi illustrati al giorno!). Svolgiamo queste attività col desiderio di alleviare la sofferenza e la solitudine di chi vive un’esperienza di degenza ospedaliera, perchè crediamo nei bambini e nella loro forza di superare le difficoltà, e allo stesso tempo crediamo nel valore dei libri e nella loro capacità di trasmettere messaggi d’amore e di vita.
Marica Morichetti

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