
Al Museo e Orto Botanico dell’Università è in corso, fino al 20 Aprile 2013, la mostra “Insegnare il verde – Pierina Boranga”, realizzata in collaborazione con Giannino Stoppani Cooperativa Culturale e inserita in un ricco calendario di eventi all’interno del progetto Fieri di Leggere che ha preso il via in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi.
All’interno del Museo Botanico sono presentate, accompagnate da fotografie e tavole illustrate, la vita e le opere di Pierina Boranga con una particolare attenzione ai tre volumi della collana La natura e il fanciullo Guida agli educatori per far conoscere ed amare la natura al fanciullo dedicati alle piante che crescono sui muri, lungo le strade e nelle siepi.
La mostra prosegue nell’Orto Botanico dove, accompagnati da una piccola mappa, i visitatori dovranno ritrovare quindici fra le specie descritte nelle accuratissime schede che compongono le tre guide di Pierina Boranga. Tutte le piante descritte sono estremamente comuni e anche nel nostro Orto crescono, spontanee o coltivate, in più zone.
In un primo momento si era previsto di collocare, in corrispondenza di un esemplare di ogni specie, un pannello che riportasse almeno parte della scheda corrispondente, ma ci si è presto resi conto della necessità, per il visitatore, di avere sempre a disposizione un testo da consultare, sia per la lunghezza delle schede, sia per l’impossibilità di memorizzare le informazioni necessarie quando si fosse trovato di nuovo davanti la stessa pianta.
Si è così pensato di evidenziare le piante con appositi cartellini che riportano un QR code con cui collegarsi, tramite tablet o smartphone muniti di un apposito programma di lettura, alla scheda dettagliata della pianta stessa, permettendo al visitatore di avere sempre disponibile l’informazione completa.
Per tutta la durata della mostra sarà quindi possibile, a piacimento, integrare la “normale” visita all’Orto Botanico con queste informazioni aggiuntive, disponibili in tempo reale e direttamente in loco, rendendo la visita stessa un’esperienza più ricca.
Il QR (abbreviazione dell’inglese quick response) Code è un codice a barre bidimensionale – sviluppato nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave che nel 1999 ne rese libera la licenza – composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata, e può contenere fino a 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici.
Il codice QR, letto da un apposito programma attraverso la fotocamera del dispositivo utilizzato, evita di dover digitare manualmente, nel nostro caso, il lungo indirizzo internet (URL) della pagina web contenente la scheda.
Avere le informazioni sul dispositivo, richiamabili e consultabili in qualsiasi momento, permette ovviamente di non doverle stampare su carta, contribuendo così al risparmio delle risorse naturali e a un maggior rispetto della natura, proprio come auspicato da Pierina Boranga. Per chi non possiede un dispositivo adatto è comunque possibile consultare e scaricare gratuitamente le schede delle specie dal sito web della mostra.
Umberto Mossetti – Annalisa Managlia

