Passeggiate poetiche

Questa presentazione richiede JavaScript.

Sai che gli alberi parlano?
Si parlano. Parlano l’un con l’altro,
e parlano a te, se li stai ad ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato
che valga la pena di ascoltare noi indiani,
e temo che non ascolteranno nemmeno
le altri voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
talvolta qualcosa sul tempo,
talvolta qualcosa sugli animali,
talvolta qualcosa sul Grande Spirito.
Tatanga Mani (Nordamerica)

Saper guardare, sapere ascoltare, non solo con gli occhi, non solo con le orecchie..
Gli alberi, ascoltano, registrano, osservano, ci parlano, se solo impariamo ad ascoltarli, in silenzio, con rispetto, con umiltà e pazienza.. il tempo degli alberi non è il nostro tempo, non frenetico, non urlato, non sfacciato. Bisogna allora prenderselo, il tempo, di togliersi le scarpe, di sentire la terra, gli stecchi che pungono e l’erba umida che a piedi nudi sembra ancora più profumata.

Continuano le nostre passeggiate, dedicate alla natura e ai versi, sulle orme di Giovanni Pascoli, perché la poesia è fatta di parole, ma anche di sguardi, di mano, naso, bocca, orecchie.

Vi aspettiamo ancora:
Sabato 26 maggio Raccogliamo parole, seminiamo poesia.
Laboratorio per bambini dai 7 ai 10 anni. Ore 10.30 presso il Parco della Montagnola, Casa dei Colori, via Irnerio 2/3, Bologna. Per info e prenotazioni 051 19984190. Anche in caso di maltempo!

Sabato 2 giugno  Magico Casoncello: profumi, colori, suoni e parole.
Passeggiata sensoriale e botanica per bambini dai 7 ai 10 anni. Ore 16 presso Fondazione Giardini del Casoncello, via Scascoli 75, Loiano (Bo). Per info e prenotazioni 051 928100

a cura di Giulia Zucchini e Vera Martinelli

Antonio Ferrara a Porretta Terme

Tre classi della scuola media, circa settanta ragazze e ragazzi agitati dal contemporaneo esame del Trinity, un test di lingua inglese che pare spaventare più dell’esame di licenza media. In tutta questa atmosfera di tensione Antonio arriva, tace, guarda in faccia i ragazzi, sorride… e parte, deciso come un treno dell’alta velocità. E’ un fiume di parole, una corrente che, all’inizio, incute timore come il Trinity, ma che poi diventa un dialogo serrato con chi ascolta, insegnanti comprese. I ragazzi hanno letto alcuni suoi libri e sono attenti e curiosi. Antonio non teme l’ascolto, è uno scrittore attento al risultato dei suoi libri, si capisce che dedica gran parte del suo tempo non solo alla scrittura, ma pure all’ascolto delle storie altrui, all’ascolto dell’altro, un amico con il quale si è seduti a cena, una libraia che lo invita a una presentazione, due ragazzini che parlano per la strada. La ricchezza dei libri di Antonio si trasmette come un benefico virus ai ragazzi presenti, riesce a illuminare i loro volti, a rendere domande e risposte, all’apparenza banali e già sentite un milione di volte, un modo per dirsi ciao, e grazie, e arrivederci, magari tra le pagine di Ero cattivo, o di Batti i muri. Antonio ha un’energia speciale, un modo di muoversi assieme al testo che racconta che incanta, che incarna l’umanità dolente, ma anche quella più allegra e propositiva. Ma non è mai ammiccante, è semmai partecipe. Peccato non ci sia il tempo di un disegno, di un segno colorato su una lavagna di ardesia. Sarebbe stato davvero perfetto l’incontro, ma non si può avere tutto nella vita. Il regalo più bello che Antonio offre a tutti noi che siamo lì è la consapevolezza, mai sottolineata abbastanza, che scrivere, raccontare è il modo più alto di mettersi in relazione con l’altro e, quindi, di vivere.

Alessandro Riccioni

Clima Natalizio, sole primaverile in Casa Piani

Entrando in Casa Piani*, a Imola, è impossibile non perdersi tra corridoi labirintici di libri, cortili con libri che leggono sulle panchine, giardini dal cui cedro secolare – d’estate – germogliano libri, sale sotterranee dove i libri sonnecchiano prima di un laboratorio, scale che salgono e scendono in mezzo a pareti di libri che ti guardano, ti osservano; piani e ancora piani, piani pieni zeppi di libri. Libri per l’appunto, dedicati interamente ai bambini e ai ragazzi. A bocca aperta e con il naso all’in su – venerdì 30 marzo – salgo i gradini della scala che porta verso il cielo, come dice Piumini nella sua canzone, entro nella sala grande con le poltrone in cui gli alunni della terza A e terza B della Scuola Primaria Pedagna di Imola stanno prendendo posto. Al centro c’è un tavolo con i libri, sistemati con cura. Sono i miei libri! Tutti i libri che ho scritto da oggi al giorno che è cominciata quest’avventura. Insieme ai bambini leggiamo passi del mio Babbo Natale: Operazione clima e, sebbene fuori sia già primavera, riflettiamo, ci domandiamo insieme, quali nostri comportamenti possono salvare la Terra dal clima che sta impazzendo.
Le curiosità dei bambini sono tante, come mi capita di scoprire durante gli incontri di Nati per Leggere. Non accade spesso ai bambini d’incontrare una scrittrice in carne e ossa, che abbia ancora buon udito per ascoltare le domande. Anche quelle timidamente sussurrate. E io rispondo, annoto cosa piace, cosa invece no e mi diverto mentre cerco di capire quali altre urgenze hanno di leggere i miei lettori. Saluto e ringrazio. Ringrazio sempre molto i bibliotecari, le maestre e le organizzatrici di progetti letterari come questo che mi permettono di fare i conti con i lettori, con me stessa. Ridiscendo la scala, rincamminandomi tra i piani, canticchio le parole di Piumini, “I piani sono forti, i piani fanno piani: dei piani luminosi per domani….”
Carolina D’Angelo

*Casa Piani, inaugurata a Imola nel 1990, è stata una delle prime biblioteche in Italia a essere interamente dedicata ai bambini e ai ragazzi. Anche quest’anno ha riconfermato i suoi 50.686 prestiti di libri, dvd e giochi per ca. 60.000 abitanti della città di Imola. Qui il link al sito.

Alla scoperta di Charles Dickens

Mi piace condividere le mie passioni; perdermi nei romanzi di Dickens è una di queste. Così quando mi è stato proposto di condurre visite guidate, rivolte alle scuole, presso la mostra a lui dedicata ho accettato con gioia. E così eccomi lì, a gironzolare da una sala all’altra in attesa della classe quarta delle scuole Carducci. È bello incontrare bambini di quella età perché non è affatto facile prevedere come andranno le cose: che domande ti faranno, cosa li interesserà; e se invece si annoiassero? Cercherò di seguire i suggerimenti dello stesso Dickens: come scrive Marie-Aude Murail nella bella biografia a lui dedicata, egli quando pensava al suo pubblico immaginava di rivolgersi a “qualcuno di gentile e intelligente, ma che ha un po’ paura di annoiarsi”*. Ed eccoli i “miei” bambini gentili e intelligenti: sono arrivati! Li saluto, mi presento e li faccio accomodare seduti per terra, attorno a me, nella zona della mostra occupata da grandi pannelli che rappresentano la Londra fumosa di Scrooge, Oliver e tanti altri personaggi dickensiani. In questa atmosfera vittoriana, facciamo conoscenza. Scopro, saggiando un po’ il terreno, che ho di fronte a me una classe di bambini lettori. Leggo loro un breve brano della biografia di Dickens in cui si racconta dei romanzi preferiti del piccolo Charles e del suo modo di leggerli, perdendosi in essi, vivendo avventure che lo distraevano dalla difficile realtà familiare nella quale viveva. Miriam interviene per raccontarmi che anche lei quando è “stressata” (parola sua!) ama leggere, così poi riesce ad affrontare meglio le sue preoccupazioni. Sulla sua scia, anche Lucrezia, Guido, Andrej spiegano le emozioni che provano leggendo. “Ma allora anche se Dickens è vissuto 200 anni fa anche lui provava le nostre stesse emozioni quando leggeva o giocava!”, esclama qualcuno con stupore. Eh sì, proprio così, anche Dickens è stato un bambino: mentre racconto di Dickens bambino ho gli occhi di tutti addosso. Non sembrano annoiati!
È arrivato il momento di visitare le altre sale della mostra. Chiedo a Miriam di leggere a voce alta la didascalia che introduce alla sala dedicata a Chris Riddell: so che incontreranno alcune parole forse sconosciute. E infatti: “Cosa vuol dire disegnatore satirico”? Spiego cos’è la satira, cos’è una caricatura. Da quel momento, uno degli obiettivi dei bambini diventa quello di individuare, tra le illustrazioni in mostra, quelle che hanno tratti caricaturali. Ripetono la parola, la associano alle immagini. Nella sala dedicata a Un canto di Natale hanno di che sbizzarrirsi; qui ci sono illustrazioni di tutti i tipi: caricaturali, realistiche, fantastiche. Ci divertiamo a distinguere i diversi stili degli artisti, a nominare le emozioni che ci trasmettono; ragioniamo su come uno stesso racconto possa parlare in modi molto diversi a diversi lettori; ognuno ci mette del suo, resta colpito da alcune cose più che da altre. Ecco perché diversi artisti rappresentano in modo così differente lo stesso racconto. È il privilegio di ogni lettore, in fondo. I bambini sono d’accordo. Quando ci rechiamo nell’ultima sala, i bambini trovano tanti libri da sfogliare: riconoscono in alcuni di essi le stesse illustrazioni che hanno visto nella sala adiacente. È divertente riconoscerle e cercare quelle dell’illustratore che li ha maggiormente colpiti! A gruppetti, alcuni anche sdraiati per terra a pancia in giù reggendosi sui gomiti (la tipica posizione del lettore appassionato, giusto?), sfogliano i libri, chiedono di cosa parlano. Parlo con la maestra Elena: non è facile trovare un’intera classe così partecipe e interessata. Capisco che la prima a essere una lettrice appassionata è proprio lei, maestra in pensione che continua a seguire i suoi bambini: si vede quanto ha saputo trasmettere il suo entusiasmo! Saluto la classe e le maestre; il tempo è volato. Dickens ambiva prima di tutto a emozionare e appassionare i suoi lettori; be’, sorrido pensando che se avesse potuto assistere a tutto l’entusiasmo espresso nei suoi confronti stamattina, ne sarebbe stato soddisfatto!

Ilaria Micheletti

Passeggiate poetiche tra natura e versi

La bella stagione ci invita a uscire all’aria aperta, ci invoglia a cercare angoli di verde. E se aggiungessimo anche un po’ di poesia? Nascono così le Passeggiate poetiche tra natura e versi sulle orme di Giovanni Pascoli, un’iniziativa di Giannino Stoppani a cura di Giulia Zucchini e Vera Martinelli.

Potete scaricare qui il calendario con tutti gli appuntamenti. Buone passeggiate!

Blog su WordPress.com.
Theme: Esquire by Matthew Buchanan.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.